Almeno tu nell’universo. Mia Martini

13 anni fa, il 12 maggio 1995 moriva a soli 47 anni, Mia Martini, la straordinaria voce della canzone italiana ma anche la cantante la cui vita e carriera vennero stroncate da un grave pregiudizio: “Dicevano che portasse sfortuna, veniva appellata con nomignoli indecorosi”, così Claudio Baglioni, che giovanissimo scrisse per lei brani di successo. Mia Martini e’ stata una delle grandi interpreti della canzone italiana, ma la sua vita e la carriera furono segnate da una diceria crudele: “Veniva appellata con nomignoli indecorosi, vergognosi” riferisce Claudio Baglioni, che giovanissimo scrisse per lei, e solo per lei, brani di successo: “Nel tempo ho visto persone fuggire dalla stessa pronuncia del suo nome”. E ancora Ornella Vanoni: “Ho assistito a gente che faceva scongiuri, brutti gesti!”. Mentre chi le era più vicino, come l’amica Alba Calia, ammette che: “All’inizio non si dava peso alla cosa; poi peggiorò e cominciò a diventare pesante”. Quella di Mia Martini e’stata un’esperienza umana ed artistica drammatica e controversa, fatta di grandi successi ma anche di momenti difficili. Ma chi era Domenica Berte’MimìMia Martini?

Nasce a Bagnara Calabra da genitori insegnanti: “Avevo 11 anni quando mio padre se ne andò di casa; ero troppo giovane e incosciente perché sentissi la sua mancanza”. La Bertè cresce così con la madre e le tre sorelle: Loredana, che sarà anch’essa cantante di successo, Leda e Olivia. La musica che fu la compagna di sempre nella vita della Martini, quella che non l’ha abbandonata nemmeno di fronte alla morte: “E’ morta con la cuffia in testa – dice Alba Caliaè morta ascoltando la sua musica”. Lei stessa ammetteva: “La musica è la vera ragione della mia esistenza”. La sua carriera comincia ben presto, da principio seguita anche dalla madre che racconta: “Ho fatto molti sacrifici, finanziari e anche fisici: per accompagnarla ho fatto molte rinunce”. La prima apparizione è del 1963 a TV7 e già emergono le caratteristiche della giovane interprete: “Quando canto vivo troppo la canzone, non mi accorgo che sto davanti ad un pubblico e assumo un atteggiamento… Questo è un guaio!”. Invece è proprio questa sua caratteristica che viene sottolineata dopo il primo provino in RAI nel 1964 sulla sua scheda si legge: Video: giovanile ma banale; voce: un po’ nasale; Stile: moderno, tipo urlatori alla Celentano …. Una certa aggressività, da sfruttare. Così nel 1965 è ospite nel seguitissimo show televisivo di Lelio Luttazzi Studio 1. Ma questa sarà anche l’ultima apparizione televisiva con il nome d’arte di Mimì Bertè. È con la canzone “Padre davvero” che torna sulla scena nei primi anni del 1970, vincendo il Festival d’Avanguardia e nuove tendenze; una canzone che fa molto discutere e assurge a manifesto culturale dei giovani di quel periodo. “Padre davvero” segna comunque il primo successo con il nuovo nome di Mia Martini, scelto con il produttore Alberigo Crocetta: “Un produttore con manie internazionali! – raccontava – Per andare all’estero bisognava scegliere tra le tre parole italiane più note: spaghetti, Martini e pizza. Io scelsi Martini!” A Roma, dove s’inserisce in uno stimolante ambiente musicale, c’è l’incontro con il giovanissimo Claudio Baglioni e la collaborazione con Bruno Lauzi e lo straordinario successo con “Piccolo uomo. Arriva la popolarità, i dischi venduti, i premi e al successo nazionale si accosta quello estero: Charles Aznavour, colpito dall’interiorità della sua interpretazione, canterà con lei, facendone la diva dell’Olympia di Parigi. Ma chi era davvero Mia Martini dietro la sua immagine? “Mimì non era una persona facile. Si vede che nel DNA dei Bertè c’è tutto questo! – ricorda il padre – In ogni sua canzone c’era parte della sua biografia e la musica era una missione”.  Amava il suo lavoro, stare davanti al pubblico ma non si comportava e non amava fare la star, la diva: non era solo immagine, ma anche sostanza che le diede lo straordinario successo nazionale e l’apprezzamento internazionale.

Nel 1974, per i critici europei e’ la “cantante dell’anno”. Bruno Lauzi di lei ha detto: “Avere Mia Martini come interprete è come essere in America ed avere Barbara Streisand”. Il grande amore, l’unico compagno della sua vita fu proprio un grande musicista: Ivano Fossati. E lei stessa in un’intervista dichiarava: “L’amore è in fondo il mio dramma” e spiegava: “In questo lavoro conosci tante persone, ma sono conoscenze superficiali. E l’amore è la stessa cosa: ti trovi a fare una scelta e decido che la cosa più ovvia è rinunciare all’amore; per cui non rinuncio al mio lavoro e tutte le altre cose. Dopo, mi accorgo che quello che pensavo fosse la cosa più normale, è la cosa più sbagliata”. Alla fine della storia con il cantautore, Mia Martini si dedica interamente alla musica e nel 1982 partecipa per la prima volta al festival di Sanremo. Non vince perché: “Era troppo sofisticata – spiega il critico Dario Salvatorie, infatti, per lei fu creato il Premio della Critica” che oggi porta il suo nome. Ma il 1982 è anche l’anno in cui si diffonde la diceria che la porterà a non lavorare per anni. “Ricordo come nacque l’infausta voce – dice Salvatori- agli inizi degli anni ‘70 alla vigilia della partenza di un tour di Mimì con un gruppo romano dell’epoca”. “Il gruppo che l’accompagnava – continua Baglionidi ritorno da un concerto, ebbe un incidente d’auto e da allora si cominciò a dire che Mimì portasse sfortuna”. La stessa Mia Martini ammetteva: “La mia vita era diventata impossibile. C’era chi rifiutava di partecipare ai festival e alle rassegne perché con me, se c’ero io, nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo arrivati all’assurdo”.

Il grande ritorno della Martini fu nel 1989, proprio sul palco di Sanremo, dove con la canzone “Almeno tu nell’universo”, ritrova l’abbraccio totale del pubblico: “Ed è stato un attimo indimenticabile” ricorderà poi la cantante. Torna a Sanremo, nel ‘92, con il brano “Gli uomini non cambiano”, “Ma era una Mia Martini triste, diversa, ricorda Aragozzini, prima veniva vicino, chiacchierava! Il pezzo era bellissimo”. Aveva 45 anni, gli ultimi anni di vita e di carriera. Si trasferisce in provincia di Gallarate, nel paese dove viveva il padre. L’ultima apparizione televisiva è del 4 marzo del 1995: “L’accompagnammo a Papaveri e papere (la trasmissione condotta da Pippo Baudo e Giancarlo Magalli); io ero incinta – racconta Olivia – e lei era pazza di questa cosa, girava con l’ecografia nella borsa.” Era un giovedì, a pranzo ho visto che stava male – rammenta il padre: l’ho accompagnata di sopra e lei mi ha baciato e salutato così: ciao papà!”. “La domenica la padrona di casa mi dice: Mimì non si sente. Vado io a casa sua, vedo che con la toppa la chiave non funziona; mi sono allarmato e ho chiamato i Carabinieri e poi…non vi dico.. abbiamo aperto e trovato Mimi’, in pigiama, sul letto”.

Mia Martini muore il 12 maggio 1995, ma il corpo viene ritrovato solo 2 giorni dopo. La Procura di Busto Arstizio apre un’inchiesta e dispone l’autopsia. Il referto del medico legale è quello di morte per arresto cardiocircolatorio. Il 15 maggio alle ore 16,30, si svolgono i funerali con una moltitudine di persone presente: allo stesso orario, contemporaneamente, evento non accaduto mai prima per nessuna morte, tutte le radio italiane trasmettono una delle canzoni di Mimì. Il 17 maggio il corpo viene cremato e successivamente la Procura della Repubblica archivia il caso.

Da www.raidue.rai.it

ALMENO TU NELL’UNIVERSO. MIA MARTINI 1989

Milano. Alex Britti

La carriera di Alex Britti ha avuto inizio nell’estate del 1998, quando il suo singolo Solo una volta (o tutta la vita) è balzato al primo posto delle classifiche italiane. Nell’ottobre del 1998 ha pubblicato il suo primo album, It.Pop che ha venduto più di trecentomila copie. Nel 1999 è approdato al Festival di Sanremo vincendo nella categoria Nuove Proposte con la canzone Oggi sono io, che qualche anno dopo è stata incisa anche da Mina. Nel 2000 ha pubblicato il suo secondo album, La vasca, ed i suoi due singoli Una su 1.000.000 e La vasca lo hanno portato di nuovo ai primi posti delle classifiche.Nel 2001 ha partecipato di nuovo al Festival di Sanremo con Sono contento, che si è classificata al settimo posto. Il 5 gennaio 2002 è tra i super ospiti su Rai Uno del programma “Un Ponte fra le stelle”, la Befana dei bambini vittime delle guerre e del terrorismo, condotto da Mara Venier e prodotto da Ruggero Pegna e “Far Film”, con il Patrocinio dell’ Alto Commissariato dell’ Onu per i Rifugiati. Nel programma esegue una memorabile versione di “Woman” di John Lennon insieme ad Elisa ed all’attrice afgana Nelofer Pazira. Nel 2003 vi è tornato con 7000 caffè (si è classificato secondo, subito dopo Alexia). Ha, poi, pubblicato il suo terzo album, “3″, che contiene anche i singoli La vita sognata e Lo zingaro felice. Nel 2005 ha pubblicato il suo quarto album dal titolo “Festa”, in cui sono presenti tre canzoni composte in collaborazione con Maurizio Costanzo. Dall’album sono stati estratti tre singoli: “Prendere O Lasciare”, “Festa” e “Quanto Ti Amo”. Nel 2006 è ritornato al Festival di Sanremo con “…Solo con te”, classificandosi terzo nella categoria uomini. Nel stesso anno dalla collaborazione con Edoardo Bennato nasce il duetto “Notte di mezza estate”, collaborazione che porta i due artisti a girare tutta Italia con un tour congiunto.

Alex Britti MTV Unplugged è un album di Alex Britti registrato dal vivo il 29 settembre 2007 negli studi di Mtv Italia e commercializzato il 1 febbraio 2008 in un cofanetto cotenente il CD e il DVD dell’evento. E’ il secondo MTV Unplugged italiano della storia (il primo fu quello di Giorgia del 2005).

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Milano. Alex Britti 2008

Quando i bambini fanno oh. Povia

Giuseppe Povia nato a Milano, 19 novembre 1972. Di famiglia originaria dell’Isola d’Elba, ha iniziato a suonare la chitarra e a scrivere testi all’età di 14 anni. Ha composto le sue prime canzoni a diciassette anni, studiando musica e lavorando nel contempo come cameriere dapprima a Milano e poi a Roma e Bergamo. I primi album pubblicati da Povia non hanno avuto grande risonanza ma nel 2003 il cantautore ha vinto la quattordicesima edizione del Premio Recanati con la canzone Mia sorella, in cui affrontava il tema della bulimia. Due anni dopo, nel 2005, non è stato ammesso al Festival di Sanremo per aver già eseguito in pubblico la canzone che avrebbe voluto portare in gara. Il brano, pur non partecipando alla gara canora, è stato scelto come colonna sonora per la campagna di solidarietà a favore dei bambini del Darfur Avamposto 55, presentata al Teatro Ariston di Sanremo proprio durante le serate del Festival. A favore di questa iniziativa il cantautore ha devoluto per un anno i proventi derivanti dai diritti d’autore. La canzone è divenuta un vero e proprio tormentone e gli ha fatto vincere sette dischi di platino. Deltadischi e Target gli hanno assegnato il riconoscimento per avere superato le 180.000 copie vendute del singolo I bambini fanno ooh…. Un altro riconoscimento speciale lo ha ricevuto da BMG Sony per il record di download digitali (350.000) e come brano più scaricato dai cellulari (500.000 download, equivalenti a oltre 12 dischi di platino). Il brano I bambini fanno ooh è stato tradotto in lingua spagnola ed è divenuto il leit-motiv di uno spot pubblicitario trasmesso da Telecinco nel settembre 2005 a favore della campagna di sensibilizzazione per Il diritto del bambino ad essere bambino, contro lo sfruttamento e l’abuso infantile. Il pezzo è stato pubblicato inoltre in rotazione sui maggiori network tedeschi e il singolo e l’album sono stati commercializzati anche sul mercato tedesco.

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Quando i bambini fanno oh (Povia 2005)

Sonhora

Intervista a Diego di Sonhora a Sanremo 2008

Vita Tranquilla. Francesco Tricarico

Francesco Tricarico, in arte solo Tricarico (Milano, 1° febbraio 1971) è un cantautore italiano. Si è fatto conoscere al pubblico con il fortunatissimo singolo Io sono Francesco nel settembre del 2000. Il suo secondo singolo, Drago, dal testo molto allegorico e, ad un primo ascolto, banale e infantile, pur ottenendo diversi consensi di critica, non riesce a ripetere il successo del brano d’esordio. Tricarico era, inizialmente, convinto a non pubblicare nessun album, ma di incidere solo singoli, con al massimo due canzoni.È difficile definire lo stile di Tricarico. L’elemento autobiografico è sicuramente molto forte, così come la sua sensibilità. Io sono Francesco è una descrizione vivida ed efficace del percorso di una forte depressione clinica, iniziata da bambino e culminata nel ricovero in ospedale in rischio di vita, e del modo in cui ne è uscito, guarito. La speranza, infatti, è molto presente nelle sue liriche: basta pensare alla idea di metempsicosi in Occhi blu. Così come presenti sono gli aspetti di introspezione e quasi di analisi psicologica, presenti in quasi tutte le canzoni ma mascherati spesso in forma allegorica (C’è un drago nella mia testa).

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Vita tranquilla. Francesco Tricarico Premio della critica “Mia Martini”, Sanremo 2008

Fango. Jovanotti

Jovanotti, nome d’arte di Lorenzo Cherubini (Roma, 27 settembre 1966) è un cantautore italiano, tra i più celebri interpreti del pop/rap italiano.La sua carriera musicale inizia alla fine degli anni ottanta sotto l’egida di Claudio Cecchetto. Dalla commistione di rap e discomusic dei primi successi, tuttavia, Jovanotti si discosta ben presto avvicinandosi gradualmente al modello della world music (sempre interpretata in chiave hip hop, funky e a volte anche ska). All’evoluzione musicale corrisponde un mutare dei testi dei suoi brani, che, nel corso degli anni, tendono a toccare temi sempre più filosofici, religiosi e politici, più tipici dello stile cantautorale italiano. Parallelamente aumenta anche il suo impegno sociale e politico. Pacifista convinto, ha frequentemente collaborato con organizzazioni come Emergency, Amnesty International, Lega Anti Vivisezione (LAV), Nigrizia e Data, ha contribuito alle manifestazioni in favore della cancellazione del debito negli anni novanta, e più recentemente ai movimenti Niente scuse e Make Poverty History, partecipando al Live8. Jovanotti ha dichiarato di essere vegetariano.L’esordio musicale vero e proprio avvenne nell’aprile del 1987 con il singolo Walking, già con il nome di Jovanotti. Inizialmente il nome d’arte che Lorenzo aveva scelto era “I Giovanotti”, pensando di costruirsi una band; ma poi venne proposto al pubblico come cantante singolo; lui però decise comunque di tenere quel nome, americanizzandolo con la J iniziale. In questa fase venne vagliato anche il nome “Joe Vanotti”, ma poi fu scartato perché ritenuto troppo trash.Fango è il singolo che anticipa l’uscita -18 gennaio 2008- del nuovo album di Jovanotti, Safari. La canzone è stata trasmessa per la prima volta dalle radio il 6 dicembre 2007. Dal giorno successivo è disponibile su iTunes. La canzone è stata dedicata dall’artista al fratello recentemente scomparso in un incidente aereo. Da sottolineare la collaborazione di Ben Harper, protagonista dell’assolo di chitarra nel finale.

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Fango (Jovanotti) 2007

Crudele. Mario Venuti

Nato a Siracura in 1963, la carriera artistica di Mario Venuti inizia con la gavetta in diverse cover band, con le quali, accompagnato da Toni Carbone, gira per i locali catanesi e, soprattutto, si esibisce per i militari statunitensi di stanza alla base di Sigonella; la svolta all’inizio degli anni ottanta, quando Venuti e Carbone incontrano i fratelli Gabriele e Luca Madonia, con i quali, nel 1982, inizia l’avventura dei Denovo. Il sodalizio artistico tra i quattro durerà meno di un decennio e, nel 1990, con all’attivo 4 album, un EP, centinaia di concerti e consensi di pubblico e critica, i quattro decidono di porre fine all’esperienza dei Denovo. Dopo lo scioglimento del gruppo trascorrono quattro anni prima del debutto da solista.È il 1994 e l’album, trainato dal singolo Fortuna (brano che vanta due cover, una in portoghese, ad opera dei Brazilian Love Affairs, e un’altra, a cappella, eseguita dai Neri per Caso oltre che una rivisitazione ad opera dello stesso Venuti insieme alla cantante brasiliana Ana Flora del 2007), si intitola Un po’ di febbre, un eterogeneo insieme di pezzi pop d’autore.Nel 2004 un’altra svolta per la carriera artistica del cantautore siciliano, l’incontro con Pippo Rinaldi, in arte Kaballà, con il quale inizia una collaborazione che dura tutt’oggi e che sfocia nella partecipazione al Festival di Sanremo di quell’anno con Crudele, brano che si piazza al 10° posto della classifica finale e che vale il Premio della Critica del Festival della canzone italiana “Mia Martini”.

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Crudele (Mario Venuti) 2004

Estate. Negramaro

I Negramaro sono un gruppo rock italiano che prende il nome dal Negroamaro, un vitigno della terra d’origine della band, il Salento. I componenti sono sei: Giuliano Sangiorgi (voce e chitarre), Emanuele Spedicato (chitarre), Ermanno Carlà (basso), Danilo Tasco (batteria), Andrea Mariano (pianoforte e sintetizzatori), Andrea De Rocco (campionatore). I Negramaro nascono nel 1999 a Copertino, in provincia di Lecce. Agli esordi, aiutati dalle esibizioni dal vivo, ottengono crescente successo fino a guadagnare l’attenzione della produttrice Caterina Caselli. Nel 2001 conseguono la vittoria nella rassegna Tim Tour e risultano tra i finalisti dell’Mtv Brand New Talent. Il loro primo album, intitolato Negramaro, risale al 2003. Il lavoro presenta diverse varietà di influenze: passando da esempi di campionature sintetiche, molto prossime alla musica dei Radiohead, ad elaborate canzoni rock, ideate dal frontman Giuliano Sangiorgi e arrangiate da tutti i componenti. Tuttavia l’album resta sconosciuto nell’ambito del rock italiano, eccettuato il singolo Come sempre, primo successo della band, scelto dalla Rai per la pubblicità celebrativa del cinquantenario dell’azienda televisiva.Il vero album di debutto è 000577. La differenza con Negramaro è il nuovo arrangiamento di quattro canzoni (una inedita, tre del vecchio album) ad opera dei Negramaro con la collaborazione di Corrado Rustici. Il disco getta le basi per l’avvicinamento del gruppo ad un genere adatto ad un pubblico più ampio.Nel 2005 I Negramaro debuttano al Festival di Sanremo nella sezione Giovani Proposte con il singolo “Mentre tutto scorre”. Poco dopo la canzone è scelta, insieme a “Solo3min”, come traccia iniziale del film La febbre di Alessandro D’Alatri con Fabio Volo. Altre otto canzoni vengono scelte per la colonna sonora.L’8 giugno 2007 è stato pubblicato l’album La finestra, registrato a San Francisco con la supervisione di Corrado Rustici. Il disco è anticipato dall’uscita del singolo Parlami d’amore, in diffusione sui circuiti radiofonici dall’11 maggio 2007, con la quale il gruppo vincerà l’edizione 2007 del Festivalbar. L’album contiene anche una canzone frutto della collaborazione con Lorenzo Jovanotti. Nello stesso anno la band è protagonista del documentario di Dario Baldi e Davide Marengo Dall’altra parte della luna, retrospettiva del loro percorso musicale dagli inizi fino al successo. Il documentario è stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2007 accompagnato da una loro performance live.Negli ultimi mesi del 2007 il cantante del gruppo, Giuliano Sangiorgi ha duettato con Dolores O’Riordan in Senza fiato, brano scritto a quattro mani dai due cantautori su musiche di Paolo Buonvino per la colonna sonora del film Cemento armato.Il video per “Estate” è stato girato dall’attore e regista Silvio Muccino, a porto cesareo in provincia di Lecce. Il video alterna sequenze del gruppo che esegue il brano, dapprima in una costruzione sulla spiaggia, ed in seguito direttamente sul bagnasciuga, con altre in cui il cantante Giuliano Sangiorgi annota le parole del testo sul proprio corpo, più o meno come accadeva nel film Memento.

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Estate (Negramaro) 2005

Lola Ponce e Giò di Tonno vincono Sanremo 2008

Vince la canzone “Colpo di Fulmine” scritta da Gianna Nannini ed interpretata da Lola Ponce e Giò di Tonno. Con applausi scroscianti dal pubblico presente la cantante argentina ha detto: «Io sono innamorata follemente del pubblico italiano e dell’Italia” e si è anche rivolta a Pippo Baudo: “Questo uomo ha fatto tanto, e continua a farlo, per la musica e per i cantanti” Sul podio della 58esima edizione del festival sono giunti anche Anna Tatangelo, seconda con la canzone sull’amore gay intitolata «Il mio amico», e Fabrizio Moro, terzo con la canzone “Eppure mi hai cambiato la vita”.
Dopo i complimenti e l’emozione del momento i vincitori cantano “Colpo di Fulmine”

Colpo di Fulmine (Lola Ponce – Giò di Tonno) 2008

Sonhora a Sanremo

Sono i Sonhora i vincitori di Sanremo 2008 nella categoria Giovani (con qualche polemica e scetticismo, dovuto all’ampia visibilità ricevuta dalla loro esibizione alle 21.30 mentre tutti gli altri si sono esibiti dalle 23 in poi). Il secondo posto va al gruppo La Scelta, mentre il terzo è ad appannaggio del giovanissimo Jacopo Troiani. Ai Frank Head va il premio della critica Mia Martini. Il premio della sala stampa Radio e Tv va ad Ariel con Ribelle. Sono piaciuti da subito i due fratelli, Luca e Diego Fainello, che compongono il duo dei Sonhora. Piero Chiambretti li ha definiti “Paola e Chiara in versione maschile”. “L’amore” è il brano con cui hanno vinto la finale nella sezione Giovani. Sonhora, come il deserto che confina con lo Stato della California, come ogni nota musicale, con appena l’aggiunta di una consonante per fare la differenza.Baudo ha concluso la serata con una punta di malinconia, rivelandosi contento e speranzoso sul futuro di questi giovani.

Da http://portale.gfpoint.com

L’amore (Sonhora) 2008

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